Tesmec – La buona via che porta al capitale, passa dal diritto

da Giuseppe
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I 70 miliardi di euro che Enel (MI:) [ENEI.MI] ha detto di voler investire nel corso del decennio nell’energia da fonti rinnovabili, sono una grande torta offerta ai soggetti che in questi anni non sono rimasti fermi all’elettrotecnica dei tempi moderni, ma si sono attrezzati per realizzare e gestire le reti elettriche smart del post moderno. Tesmec (MI:) [TES.MI] potrebbe essere uno di questi: dalla leadership mondiale nelle macchine per la posa dei cavi degli elettrodotti, l’azienda controllata dalla famiglia Caccia Dominioni si è allargata prima agli scavi di precisione delle trincee dove sono alloggiati le condotte, poi è entrata negli ambiti sui quali sono in arrivo centinaia di miliardi di investimenti: digitalizzazione, reti elettrica intelligente, telefonia 5g, mobilità sostenibile.

Per non farsi trovare impreparata all’arrivo delle tante commesse previste dal piano industriale, a metà dell’anno in corso la società ha annunciato una riorganizzazione delle attività che passa anche da un rafforzamento patrimoniale destinato ad alleggerire il peso del debito. Gli effetti della transizione energetica già si vedono, il piano industriale, presentato a settembre, incorpora una crescita media annua dei ricavi del 18% circa. Per effetto delle economie di scale e del miglioramento dell’efficienza, l’EBITDA crescerà molto di più, di almeno il 33% l’anno La visibilità sui ricavi è molto più elevata che in passato, visto che il portafoglio ordini di fine settembre già copre quasi la metà dei ricavi dell’anno prossimo ed oltre un quinto di quelli del 2022. 

Grazie ad un maxi finanziamento da 50 milioni di euro con garanzia statale ottenuto a metà anno, le risorse per gestire le commesse ci sono, i proventi dell’aumento di capitale da massimo 35 milioni di euro sono un di più, è denaro che rende più solide le fondamenta.

Il collocamento di circa mezzo miliardo di nuove azioni, per il 70% già coperto dagli impegni manifestati dal socio di maggioranza e da un nuovo investitore finanziario, è iniziato due giorni fa. L’operazione sembra aver ottenuto il gradimento degli investitori, che preferiscono il titolo, salito di circa il 70% in due giorni a circa 0,15 euro, al diritto di sottoscrizione [TES_r.MI] in calo del 14% a 5 centesimi di euro. C’è ressa per entrare nell’operazione, ma stranamente c’è più fila dove l’ingresso costa di più, o è meno conveniente. 

Ai prezzi attuali, chi diventa azionista attraverso il diritto di opzione, spende 2,01 euro per comprare i 41 titoli che danno il diritto a ricevere 200 azioni al prezzo di 0,07 euro. La spesa complessiva, per quello che si può considerare il lotto minimo, è quindi 16,01 euro: 2,01 euro per i 41 diritti e altri 14 euro per avere le nuove azioni. Chi sceglie la via della Borsa invece, spende oggi 28 euro per avere 200 azioni.

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