La plastica nelle auto che fa risparmiare carburante: i polimeri più usati

da Giuseppe
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La plastica nelle auto ha migliorato efficienza e sicurezza: perché è fondamentale e quali sono i polimeri più diffusi

Negli ultimi anni si parla sempre più di iniziative PlasticFree, ma la plastica nelle auto, non è mai stata così centrale per l’efficienza e la sicurezza dei veicoli. A spiegarlo è Volkswagen dal laboratorio dove si studiano i polimeri più usati nelle auto. Ecco quali sono le plastiche più diffuse che poi vengono anche riciclate alla fine della vita dei veicoli.


LA PLASTICA NELLE AUTO: I POLIMERI PIÙ USATI

I polimeri hanno migliorato la nostra vita in molti modi, ma soprattutto nei veicoli”, afferma Ellen Collins specialista di valutazione nel laboratorio Volkswagen di Chattanooga, che ha seguito l’evoluzione dei polimeri negli ultimi dieci anni. Il termine polimero si riferisce a qualsiasi catena molecolare lunga composta da unità chimiche legate o monomeri. Queste catene chimiche sono resistenti e hanno un’elevata tolleranza al calore, rendendole utili in molti componenti di un’auto. “A differenza dei metalli, i polimeri si possono stampare direttamente, questo li rende più versatili e meno costosi per il produttore”. Inoltre, poiché possono essere realizzati rapidamente, possono entrare in produzione molto più rapidamente di altri materiali, e anche questo aiuta a ridurre i costi finali. L’industria automobilistica – spiega Volkswagen – è il terzo settore di consumo di polimeri dopo l’imballaggio e l’edilizia. In media, ci sono 39 diversi tipi di materie plastiche di base utilizzate in un’auto e più del 70% della plastica deriva da quattro polimeri principali: polipropilene, poliuretano, poliammidi e PVC.

DAL METALLO AI POLIMERI PER LA SICUREZZA DEGLI INTERNI AUTO

Questi polimeri ad alte prestazioni sono progettati per essere di lunga durata e possono essere trovati in tutto il veicolo, dagli pneumatici dell’auto al bagagliaio. Possono assorbire energia in caso di incidenti stradali e contribuire a ridurre al minimo gli impatti lesivi per il conducente e gli occupanti dell’auto. “In origine, il cruscotto era in legno o metallo. Ma quando sono stati introdotti i polimeri, ha iniziato a essere indicato come un “crash pad”. Perché è più morbido e ha un’imbottitura protettiva, che può ridurre l’impatto sul conducente durante un incidente”, afferma Collins.

I POLIMERI PER LE AUTO ELETTRICHE

Uno degli obiettivi principali del laboratorio è aiutare a ridurre il più possibile il peso complessivo di un veicolo senza perdere altre caratteristiche. Secondo il Dipartimento dell’Energia, la riduzione del peso di un veicolo del 10% può comportare un miglioramento del 6-8% del risparmio di carburante complessivo. Più è leggero il veicolo, meno potenza è necessaria per farlo muovere e quindi utilizza meno carburante. Più leggeri sono i vari componenti del veicolo, maggiore è la flessibilità che i progettisti hanno per aggiungere altre tecnologie come sensori e dispositivi pur rimanendo entro gli obiettivi di peso. Una sfida imminente riguarda le auto elettriche: “Dobbiamo incorporare parti più leggere per compensare il peso delle pesanti batterie al litio dell’auto”, afferma Collins. “Crediamo che i polimeri siano il futuro”.


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