la Corte UE rifiuta le giustificazioni Volkswagen

da Giuseppe
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Non ci sono eccezioni che giustificano l’uso di defeat device: ecco perché la Corte UE rifiuta le giustificazioni Volkswagen

A distanza di 5 anni da quando si sono accese le luci e l’attenzione sul caso Dieselgate Volkswagen, la Corte UE rifiuta le giustificazioni sull’utilizzo del software. Il parere della Corte di giustizia europea si riferisce in particolare a un caso francese che, come per la sentenza del Tribunale di Avellino, potrebbe creare un precedente dal bacino più ampio. Ecco i dettagli della vicenda che riportiamo sulla base di quanto ha pubblicato l’Automobile Club Tedesco.


CORTE UE RIFIUTA LE GIUSTIFICAZIONI VOLKSWAGEN: IL CASO FRANCESE

Al centro del caso che ha portato la Corte UE a rifiutare le giustificazioni Volkswagen, come riporta l’ADAC, c’è il ricorso di un giudice istruttore francese. La causa C-693/18 della Corte di giustizia dell’Unione europea si fonda sulle dichiarazioni del Costruttore riguardo alle emissioni dei veicoli. In particolare una delle auto del Gruppo tedesco con motore EA189. Il giudice francese si sarebbe rivolto alla Corte UE per fare chiarezza sul regolamento n. 715/2007 sull’omologazione dei veicoli a motore per quanto concerne le emissioni. Il ricorso alla Corte di giustizia è stato indirizzato su un punto chiave che ha riguardato anche molti altri Costruttori. L’ADAC nell’esaminare il caso riassume così la richiesta del giudice: “Secondo il regolamento, è generalmente vietato l’uso di dispositivi di manipolazione che riducono l’efficacia dei sistemi di controllo delle emissioni. Quando l’utilizzo è consentito come eccezione?”

CORTE UE RIFIUTA LE GIUSTIFICAZIONI VOLKSWAGEN: DI COSA SI TRATTA

Per capire meglio il contesto in cui la Corte UE rifiuta le giustificazioni Volkswagen bisogna fare un passo (temporale) indietro. Questo parere infatti va contro le necessità tecniche motivate da un po’ tutti i Costruttori chiamati a dare spiegazioni alla KBA (l’ente di omologazione tedesco) durante un’indagine più ampia sulle emissioni reali dei veicoli. In sostanza, si tratterebbe di una condizione di lavoro entro certe temperature (Thermal Window) in cui per alcuni Costruttori sarebbe emerso un funzionamento variabile dei sistemi di controllo delle emissioni. Le motivazioni sarebbero varie, dall’evitare la condensa nello scarico ad altri danni possibili al motore. Come riporta l’ADAC, la Corte UE dice che non si può fare.

PERCHE’ LA CORTE UE RIFIUTA LE GIUSTIFICAZIONI VOLKSWAGEN

Un Costruttore non è autorizzato a installare un dispositivo di disattivazione che migliora sistematicamente le prestazioni del sistema di controllo delle emissioni durante le procedure di approvazione”. È il parare del tribunale riportato dal Club tedesco. “La riduzione dell’usura o dell’inquinamento del motore non possono giustificare un tale dispositivo”. Su un parere simile alla Corte UE che rifiuta le giustificazioni Volkswagen si basava già la dichiarazione di Eleanor Sharpston Avvocato generale della Corte. “Un defeat device dovrebbe essere interpretato come qualsiasi dispositivo in grado di influenzare le emissioni dei veicoli sia a monte che a valle durante i test”, riporta Reuters.


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