Brexit, Covid e piano fiscale causano volatilità

da Giuseppe
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Buongiorno ai Lettori di Investing.com.

Proprio quando pensi che le azioni stiano per crollare, gli acquirenti tornano prepotentemente in scena. La settimana è iniziata con una correzione sostanziale, l’indice è sceso di quasi il 2% a causa delle preoccupazioni per una mutazione del coronavirus che si sta diffondendo a macchia d’olio in Gran Bretagna, ma il mercato ha messo in scena un’epica inversione di tendenza chiudendo con appena lo 0,4% in negativo. La sterlina britannica ha vissuto un andamento simile, con il che cancellava le pesanti perdite d’inizio sessione (ovviamente parliamo di lunedì).

Gli acquisti si sono basati su due fattori: segni di progresso nella Brexit e la speranza che i vaccini possano risultare efficaci contro il nuovo ceppo virale. Per quanto riguarda la Brexit, il Regno Unito ha ammorbidito le richieste sulla pesca, offrendo all’UE un maggiore accesso alle sue acque. Anche se l’Europa ha rapidamente respinto la nuova proposta ritenendola insufficiente, gli investitori hanno considerato la proposta come un trampolino di lancio verso un vero compromesso.

Poi non dobbiamo dimenticare la forza dell’enorme liquidità delle banche centrali e della spesa pubblica. Se quest’anno ci ha insegnato qualcosa, è che quando la politica monetaria e fiscale uniscono le forze per combattere una crisi, i mercati finanziari sono felici.

L’inversione di tendenza è stata evidente anche nel dollaro, che ha spinto con forza lunedì mattina e nelle prime ore del pomeriggio, per poi crollare una volta che la tensione si è attenuata. Il Dollaro ha mantenuto qualche leggero guadagno, soprattutto sul loonie che risulta appesantito dall’incapacità dei prezzi del petrolio di riprendersi. Il petrolio può essere il vero barometro delle prospettive economiche a breve termine, questo non dimentichiamolo.

Con la stessa logica, però, ci si deve chiedere quanto possa spingersi in alto il rally dell’euro (viste le prospettive non certo incoraggianti per l’economia della zona euro). Questo nuovo ceppo è già stato identificato in altre nazioni europee, rendendo ancora più difficile per i governi allentare i blocchi in corso.

Per quanto riguarda il calendario economico, è una giornata tranquilla. Il momento clou sarà probabilmente il rilascio del dato sulla fiducia dei consumatori negli Stati Uniti per dicembre. Per quanto riguarda la stima finale del PIL del terzo trimestre c’è poco da dire, è un dato ormai ampiamente scontato dal mercato.

Sul fronte degli stimoli fiscali, il Senato degli Stati Uniti ha approvato il disegno di legge covid e il presidente Trump dovrebbe firmarlo oggi.




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