Rotazione in atto sull’azionario USA

da Giuseppe
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Il calendario economico di questo inizio di settimana è piuttosto blando, ciononostante stiamo assistendo a movimenti importanti e a picchi di volatilità notevoli. Ciò che dobbiamo assolutamente evidenziare è una rotazione settoriale sui listini USA: soffre il comparto tecnologico, mentre riprendono fiato altri titoli facenti parte di settori fortemente penalizzati dalla pandemia.

I rendimenti obbligazionari USA sono rimasti orientati al rialzo dopo l’approvazione del pacchetto di stimoli da $ 1900 al Senato degli Stati Uniti. Nonostante l’impegno della Fed di lasciare il tasso di riferimento invariato per un lungo periodo (a sostengo dell’inflazione e della piena occupazione), l’aumento dei rendimenti inizia anche a influenzare le scadenze più brevi: a 2 anni e 5 anni abbiamo registrato un aumento di 2,6 bps e 5,5 bps. Il rialzo del trentennale all’1,8% mostra ulteriori segnali di allentamento dopo il recente selloff.

Salgono anche quelli tedeschi, ma l’acquisto netto di obbligazioni (PEPP) da parte della BCE della scorsa settimana non ha mostrato alcuna indicazione sulla volontà di stemperare l’aumento dei rendimenti a lungo termine. Va detto tuttavia che diversi funzionari della BCE hanno dichiarato che i rendimenti potrebbero influenzare il ritmo degli acquisti.

L’aumento dei rendimenti delle obbligazioni statunitensi, anche per le scadenze più brevi, hanno ulteriormente sostenuto il dollaro. La coppia ha chiuso la sessione d’inizio settimana a 1,1847. La rotazione dell’equity e un dollaro più forte hanno causato una notevole sovraperformance dell’azionario europeo (EuroStoxx50 + 2,55%, sui massimi assoluti).

Il calendario economico odierno è povero di dati significativi, da segnalare la fiducia delle piccole imprese USA che dovrebbe passare da 95 a 97. E’ un dato interessante perché viene considerato come indicatore dell’ampiezza della ripresa economica, ma raramente è un driver di mercato. Il Tesoro USA inizierà l’operazione di rifinanziamento di metà mese con una vendita di $ 58 miliardi di titoli a 3 anni. Fino a poco tempo fa la volontà della Fed di mantenere basso il tasso di policy aveva mantenuto stabile questa parte della curva (anche con rendimenti LT più elevati). Sarà interessante capire quale sarà l’interesse degli investitori dopo il recente aumento dei rendimenti anche a scadenze più brevi.

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