Tesla, utile sopra alle attese grazie ai bitcoin. Musk intasca 11 miliardi

da Giuseppe
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Grazie al risultato migliore delle previsioni scatta per il Ceo una mega stock option. Ma Deutsche Bank (DE:) avverte: senza il trading sulla criptovaluta l’utile sarebbe stato sensibilmente più basso. Grande entusiasmo per il nuovo Suv Model Y: “Nel 2022 sarà l’auto più venduta al mondo”.

Risultati di difficile digestione: nel pre-market l’azione scende del 3%.

Tesla (NASDAQ:) annuncia risultati migliori delle attese, ma l’azione invece di salire perde quota. Nel pre-market di martedì il titolo scende del 3% a 721 dollari nonostante la società abbia annunciato che il primo trimestre si è chiuso con un Eps (utile per azione) di 93 centesimi, contro i 79 centesimi previsti dagli analisti. I ricavi sono saliti del 74% a 10,39 miliardi, contro attese di 10,29 miliardi.

La digestione dei conti si è rivelata più difficile del previsto per gli investitori. E’ vero che l’utile complessivo di 438 milioni di dollari rappresenta un record per la Casa californiana delle auto elettriche, ma è anche vero che circa un quarto di quell’utile è stato realizzato facendo trading sui bitcoin. Dopo avere investito all’inizio del trimestre 1,5 miliardi di dollari in bitcoin, Tesla ha ceduto recentemente il 10% delle criptovalute possedute per 272 milioni di dollari, realizzando un capital gain di 101 milioni.

Secondo Deutsche Bank, quei 101 milioni hanno dato un contributo di 25 centesimi all’Eps, che senza i bitcoin sarebbe stato di 68 centesimi, quindi più basso delle previsioni.

Per Tesla settimo trimestre consecutivo di profitti

profitti tesla

Reuters spiega che per le tasche personali del fondatore e Ceo Elon Musk battere o non battere le stime degli analisti fa una certa differenza: siccome l’Ebitda di 1,84 miliardi ha superato l’obiettivo, a vantaggio del Ceo di Tesla sono scattate due opzioni sulle azioni della società per un valore complessivo di 11 miliardi di dollari. Infatti, come stabilito dal board di Tesla nel 2018, Musk, che non riceve uno stipendio, ha un pacchetto di stock option diviso in 12 tranche.

Con i risultati del primo trimestre 2021 sono scattate le condizioni per l’esercizio della quinta e della sesta tranche. Ogni tranche dà a Musk la possibilità di acquistare 8,4 milioni di azioni Tesla a 70 dollari ognuna, cioè con uno sconto di oltre il 90% sulle attuali quotazioni di Borsa. Per Musk, che è già il primo azionista di Tesla, ogni tranche rappresenta la possibilità di realizzare un profitto di circa 5,5 miliardi di dollari.

L’obiettivo del 2021 è aumentare le vendite del 50% arrivando a 750.000 veicoli.

Nel primo trimestre Tesla ha venduto 184.800 veicoli, quasi tutti Model 3 e Model Y. Nel trimestre non sono state prodotti né il Suv Model X, né la berlina Model S, la cui realizzazione ripartirà, con modelli rivisitati, nei prossimi mesi.

Musk non ha fornito nuovi obiettivi di vendita per l’intero 2021, limitandosi a ripetere quanto già affermato a gennaio, e cioè che la previsione è di aumentare le vendite del 50% sul 2020, che vuole dire consegnare circa 750mila veicoli quest’anno.

Il gran capo di Tesla si è però sbilanciato a proposito della Model Y, il nuovo Suv che secondo lui salirà l’anno prossimo sul podio dell’auto più venduta al mondo. “Non sono sicuro al 100% che succederà nel 2022, ma credo sia molto probabile”. Attualmente negli Usa la Model Y è proposta in due versioni, la Long Range a 50.990 dollari e la Performance a 60.990. Il Suv è prodotto nello storico stabilimento di Fremont, in California, e nella fabbrica di Shanghai, e verrà realizzata anche nei nuovi impianti di Austin (Texas) e Berlino (Germania), probabilmente a partire dall’anno prossimo.

Secondo Forbes, nel 2020 il veicolo più venduto negli Stati Uniti è stato il pick-up della Ford F-Series con 787.422 modelli consegnati, ben più di tutte le Tesla vendute in tutto il mondo (500.000). Nel 2019 l’auto più venduta al mondo è stata la Toyota Corolla con oltre 1,2 milioni di modelli venduti.




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