Il ribasso di Pinduoduo, un’occasione d’acquisto

da Giuseppe
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Il broker giapponese Daiwa (T:) avvia la copertura con Buy, dopo che il titolo ha perso il 25% dall’inizio dell’anno (ma la performance a 12 mesi è +145%). Il sito The Mootley Fool analizza la situazione dopo l’uscita del fondatore Huang: convincenti i programmi di crescita, che puntano a fare della prima piattaforma cinese di e-commerce un leader mondiale nell’alimentare

Nel 2020 Pinduoduo (NASDAQ:) è stato uno dei migliori titoli con un rialzo del 300%.

Dopo avere registrato un calo dall’inizio dell’anno del 25%, la quotazione della cinese Pinduoduo (NASDAQ:) sembra essersi attestata intorno a 135 dollari al e nuovi broker si aggiungono a quelli che da tempo consigliano l’acquisto del titolo. All’inizio di maggio la giapponese Daiwa (T:) ha avviato la copertura con raccomandazione Buy e target price a 180 dollari. Oggi sono 38 gli analisti che seguono Pinduoduo, di cui 26 raccomandano di acquistare (Buy o Outperform) e nove hanno una posizione neutrale (Hold). La media dei target price è 109 dollari.

Nel confronto con gli altri colossi cinesi dell’e-commerce, Pinduoduo è il titolo che sta mostrando la performance peggiore, dato che Alibaba dall’inizio dell’anno registra un calo del 5% e JD.com arretra del 15%. Ma spostando lo sguardo alla performance a 12 mesi la musica cambia completamente: chi ha comprato Pinduoduo un anno fa oggi registra un guadagno del 145%, contro il +61% di JD.com e il modesto +12% di Alibaba.

Nel 2020 Pinduoduo è stato uno dei titoli migliori nel panorama internazionale con una performance annuale del 300%, favorita dal boom dello shopping online, rivelatosi una risorsa straordinaria per milioni di persone in tutto il mondo alle prese con lockdown e regole di distanziamento sociale a causa del Covid. In soli cinque anni Pinduoduo è cresciuta a una velocità prodigiosa, passando dalla condizione di sconosciuta start-up a leader dell’e-commerce cinese con 788 milioni di utilizzatori attivi, più di Alibaba. I ricavi sono raddoppiati ogni anno, anche nel 2020, arrivando a 9,2 miliardi di dollari.

Superata Alibaba (NYSE:) per numero di utilizzatori, ora l’obiettivo è fare crescere la spesa pro-capite.

Protagonista di questo straordinario successo è il fondatore Zheng Huang, ingegnere informatico e data scientist, che prima di avviare la sua azienda ha guidato l’espansione di Google (NASDAQ:) in Cina. Ora, fra i motivi del recente ribasso del titolo c’è sicuramente l’uscita di Huang da Pinduoduo: il 17 marzo ha annunciato le dimissioni da presidente (un anno prima aveva lasciato la carica di Ceo) per potersi dedicare allo studio e diventare uno scienziato.

Inoltre tutti i colossi tech stanno soffrendo per la decisione del governo di Pechino di sottoporre a più stretta vigilanza la loro attività, soprattutto nel campo finanziario. Lo strumento è la normativa antitrust: Alibaba, accusata di comportamenti contrari alla concorrenza, ha ricevuta una multa record da 2,8 miliardi di dollari. Anche Tencent e Baidu sono state multate, anche se in modo più leggero. Per ora non ci sono notizie di indagini avviate nei confronti di Pinduoduo.

Orfani del fondatore Huang e alle prese con un clima di maggiore cautela per tutto il settore tech cinese, che cosa devono fare gli azionisti di Pinduoduo? E’ ora di scendere dalla nave? Non sono di questo parere né il broker giapponese Daiwa, né Lawrence Nga, esperto del sito americano The Mootley Fool.
Secondo Nga, la brusca uscita di Huang non avrà particolari effetti negativi, perché il fondatore rimane comunque il maggiore azionista e non mancherà di fare sentire la sua voce nelle scelte di fondo del gruppo, inoltre ha scelto con cura il suo successore, lasciando il timone al nuovo Ceo Lei Chen, suo stretto collaboratore dal 2011 che ha svolto un ruolo decisivo nello sviluppo di Pinduoduo.

Nei prossimi anni il gruppo dovrebbe continuare a crescere soprattutto grazie all’aumento della spesa pro-capite dei suoi clienti. Oggi i suoi utilizzatori spendono in media 2.115 yuan (circa 300 dollari) all’anno in acquisti su Pinduoduo, decisamente meno della spesa media dei clienti di Alibaba.

Operatori stranieri interessati a una piattaforma da 800 milioni di consumatori.

Inoltre Pinduoduo ha fatto una scelta strategica di fondo, che è quella di puntare sul commercio dei generi alimentari. Nata come piattaforma per mettere in diretto contatto gli agricoltori cinesi con i consumatori, la società ha rapidamente allargato il business diventando un market place a 360 gradi, ma non ha mai rinnegato le sue radici. Anzi. Come spiega il vicepresidente Andre Zhu, l’obiettivo è uscire dai confini cinesi per diventare il numero uno mondiale nel commercio dei generi alimentari, sviluppando l’esperienza fatta durante la pandemia in cui la società è riuscita a costruire un supermercato virtuale capace di consegnare frutta e verdure fresche in 300 città della Cina. “Attualmente oltre 12 milioni di agricoltori vendono direttamente ai consumatori attraverso la nostra piattaforma”, dice Zhu.

Al tempo stesso, prosegue il manager, Pinduoduo sta avviando relazioni con operatori internazionali interessati a offrire i loro prodotti a un mercato di 800 milioni di consumatori cinesi.

Il consensus degli analisti prevede per quest’anno una crescita del fatturato a 16,2 miliardi di dollari (+76%) con risultato finale in perdita di 1 miliardo. L’utile arriverà nel 2022 quando i ricavi saliranno a 22 miliardi di dollari.




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