Alibaba fa pace con Pechino: è ora di comprare le azioni

da Giuseppe
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Il colosso cinese dell’e-commerce si adegua all’invito del presidente Xi Jinping e investirà nei prossimi quattro anni 15 miliardi di dollari a favore della collettività. Il contrasto con il governo è costato il crollo delle quotazioni: -50% in 10 mesi. Tutti i numeri indicano che il titolo può ripartire.

La società di Jack Ma si adegua alle scelte degli altri big della tech-economy cinese.

Secondo Mark Mobius, il famoso investitore americano specializzato in mercati emergenti, la stretta regolamentare che le autorità di Pechino hanno recentemente imposto al settore tech ha creato buone opportunità di investimento. Un titolo su tutti ci sembra allettante in questi giorni: Alibaba (NYSE:).

Venerdì 3 settembre la principale società di e-commerce cinese ha chiuso in calo del 3,5% alla Borsa di Hong Kong dopo avere annunciato che nei prossimi quattro anni investirà 100 miliardi di yuan, vale a dire 15,5 miliardi di dollari, in iniziative per aumentare “la prosperità della collettività”. Con questa mossa la società di Jack Ma si mette nella scia di altri big della tech-economy cinese che hanno seguito l’invito del presidente Xi Jinping a fare di più per ridurre le disuguaglianze nel Paese ed aumentare la diffusione della ricchezza.

Alibaba metterà i soldi in 10 iniziative che hanno per scopo l’innovazione tecnologica, lo sviluppo economico, la creazione di posti di lavoro di alta qualità e il sostegno dei gruppi più vulnerabili. Non più tardi di un mese fa Xi Jinping aveva detto che occorrono “aggiustamenti ragionevoli a fronte di soggetti che realizzano utili eccessivi” e aveva incoraggiato le aziende con i più alti profitti a “restituire di più alla società”.

Ad agosto il titolo era finito sotto il minimo del marzo 2020.

L’annuncio di Alibaba è la dimostrazione più concreta che il gruppo, dopo essersi preso una multa da 2,8 miliardi di dollari per violazione delle norme sulla concorrenza, non intende avere altri contrasti con il governo di Pechino. A partire dall’autunno scorso il vertice di Alibaba è stato sottoposto a fortissime pressioni da parte del governo, suscitando anche allarme fra gli investitori internazionali sulla sorte personale del fondatore Jack Ma. Il Ceo di Alibaba, Daniel Zhang, ieri ha dichiarato: “Desideriamo fare la nostra parte per sostenere la crescita della prosperità di tutta la collettività attraverso lo sviluppo di alta qualità”.

A partire da metà luglio Alibaba e i suoi concorrenti nella tech economy sono stati il bersaglio di un ampio giro di vite normativo su questioni che vanno dal comportamento monopolistico ai diritti dei consumatori. Il mese scorso i vertici di Ele.me, piattaforma di consegna di cibo, e di Freshippo (catena di supermercati), entrambi di proprietà di Alibaba, sono stati convocati dalle autorità governative che hanno chiesto di migliorare la sicurezza e i diritti dei lavoratori delle consegne.

Il giro di vite sulla tech economy ha pesato fortemente sulle quotazioni di Borsa: il 16 agosto l’azione Alibaba è scesa al Nyse (New York Stock Exchange) a 155 dollari, sotto il minimo dove era caduta nel marzo 2020 allo scoppio della pandemia. Dall’ottobre 2020, quando sono iniziate a circolare le prime voci sui contrasti fra Alibaba e il governo di Pechino a proposito della quotazione di Ant, il titolo Alibaba si è dimezzato.

Nei prossimi tre anni crescita ancora robusta con una redditività che i competitor si sognano.

Oggi, con il titolo a 172 dollari e una market cap di 469 miliardi di dollari, Alibaba presenta multipli inferiori alla sua media storica, mentre le prospettive di sviluppo e di redditività restano robuste. I ricavi dell’esercizio attualmente in corso (2021-22) sono previsti in crescita del 28%. Per l’anno successivo (2022-23) gli analisti si aspettano +20% e per il 2023-24 +18%.

Il consensus vede un utile operativo in crescita con il margine che passerà dal 13% di quest’anno al 15% del 2023-24. Nel prossimo triennio dovrebbe restare stabile al 14,5% il rapporto fra ricavi e utile netto.

Se poi si confronta la redditività con quella dei principali concorrenti, non c’è partita: Pinduoduo cresce, ma continua a perdere soldi e il primo mini-utile è previsto nel 2023. JD.com ha bilanci positivi, ma con un utile netto che quest’anno si fermerà a uno striminzito 0,4% dei ricavi, per arrivare nel 2024 all’1,8%.
I pareri degli analisti su Alibaba suonano come un coro univoco: su 47 esperti interpellati da Market Screener, 44 consigliano di comprare le azioni e la media dei target price è 275 dollari.




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