quando è previsto l’arresto per il conducente

da Giuseppe
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Tra le procedure più attentamente codificate c’è quella dell’arresto del guidatore in seguito a un incidente mortale. Ecco cosa c’è da sapere

Si tratta della peggiore delle conseguenze per un automobilista coinvolto in un sinistro. L’incidente mortale segna infatti il resto dell’esistenza del guidatore, ma allo stesso tempo lo espone a rischi di carattere penale. A essere decisivo è l’accertamento delle responsabilità. Tuttavia in alcuni casi, l’automobilista rischia l’arresto immediato. L’iter che porta a fare scattare le manette attorno ai polsi è attentamente codificato così come i casi in cui è prevista la reclusione in flagranza di reato. Esaminiamo quali sono.


AGGRAVANTI INCIDENTE MORTALE CHE AUMENTANO LA PENA

Sono le aggravanti nell’ambito di un incidente mortale a collocare l’automobilista in una posizione più critica. Ad esempio quando si dà alla fuga senza prestare soccorso ovvero senza fermarsi o scendere dal veicolo per aiutare le persone in difficoltà. Norme alla mano, la pena è aumentata da un terzo a due terzi e in ogni caso è di almeno 5 anni di reclusione. Rientra nella medesima tipologia il caso di attraversamento di un incrocio con il semaforo rosso o di circolazione contromano. Se da questi comportamenti scaturisce un incidente mortale, ecco che la pena si innalza da 5 a 10 anni. Anche guidare senza patente o con patente sospesa o revocata o un veicolo di proprietà senza Rc auto rientra tra le aggravanti. A tal punto che la pena viene sempre aumentata fino a un terzo. Se alla base dell’incidente mortale c’è una inversione a U in prossimità di intersezioni, curve o dossi, la pena è aumentata da 5 a 10 anni. Stessa conseguenza per sorpasso di un altro veicolo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di una linea continua.

COSA SUCCEDE IN CASO DI INCIDENTE MORTALE PLURIMO

Le norme vigenti riservano molta attenzione alle differenti circostanze alla base di un incidente mortale. Fino al punto da prevedere una pena specifica nel caso in cui un automobilista provochi la morte di più persone. Si tratta del cosiddetto omicidio stradale plurimo e le disposizioni sanciscono l’applicazione della pena da infliggere per la violazione più grave. Il solo limite è rappresentato dai 18 anni di carcere che non possono essere superati. Altre due situazioni da segnalare sono la guida in stato di ebbrezza e l’eccesso di velocità. Nel primo caso, se il tasso alcolemico nel sangue supera il limite di 1,5 grammi per litro, la pena per incidente stradale aumenta da 8 a 12 anni. Nel secondo, se l’automobilista supera il doppio di quella consentita (o la pareggia) e comunque non inferiore a 70 chilometri orari, la pena applicata va da 5 a 10 anni. Stessa cosa se su strade extraurbane sfora il limite di almeno 50 chilometri orari.

QUANDO È PREVISTO L’ARRESTO IN CASO DI INCIDENTE MORTALE

La circostanza chiave attorno a cui ruota l’arresto del conducente che provoca un incidente mortale è la flagranza del reato. Le forze dell’ordine hanno due strade percorribili. La prima è l’obbligo di fare scattare le manette nel caso in cui le aggravanti comportino una pena da 8 a 12 anni. La seconda è la discrezionalità in tutti gli altri casi. La valutazione tiene conto del grado di pericolosità dell’automobilista per la collettività e più in generale per l’ordine pubblico. Proprio per via di questo ampio e facoltativo potere, il Codice di procedura penale prevede che la decisione di arrestare il guidatore sia soggetta alla convalida da parte del Giudice per le indagini preliminari. Quest’ultimo deve esprimersi entro 48 ore dal momento in cui il pubblico ministero deposita la richiesta di convalida in seguito all’avviso della polizia giudiziaria. Complessivamente, l’iter procedura non può durare più di 96 ore.

INCIDENTE MORTALE, DUE CASI PARTICOLARI IN CUI L’ARRESTO NON PUÒ ESSERE EVITATO

Abbiamo quindi esaminato come la flagranza di reato sia il requisito richiesto per l’arresto del conducente che ha provocato un incidente mortale. Ai sensi del Codice di procedura penale, “è in stato di flagranza chi viene colto nell’atto di commettere il reato ovvero chi, subito dopo il reato, è inseguito dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima”. Ma l’automobilista che si ferma a prestare soccorso può scampare l’eventuale arresto? La chiamata dei soccorsi consente di evitare le manette laddove sono previste? La risposta a entrambe le domande è negativa. Se le forze dell’ordine verificano la sussistenza delle condizioni per l’arresto per incidente mortale, l’automobilista non può che accettare le disposizioni. In attesa della decisione del Gip sulla convalida dell’arresto.


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