Lululemon corre più forte di Omicron

da Giuseppe
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La società di abbigliamento sportivo elegante ha chiuso il trimestre con risultati in forte crescita e migliori delle attese. Annunciato un buyback da 1 miliardo di dollari. Nel pre-borsa il titolo guadagna il 7%. A parità di numero di negozi aperti la crescita è stata del 32%.

L’utile di 434 milioni di dollari è andato oltre le stime degli analisti.

Martedì sera Lululemon Athletica (NASDAQ:) ha sorpreso gli analisti con risultati migliori delle attese e il titolo reagisce positivamente: negli scambi del pre-market americano di mercoledì 30 marzo Lululemon sale del 7,6% a 370 dollari. La società canadese di abbigliamento sportivo elegante ha realizzato nell’ultimo trimestre dell’esercizio 2021-’22 (chiuso al 30 gennaio) un incremento dei ricavi del 23% sullo stesso periodo dell’anno precedente, a 2,1 miliardi di dollari. A parità di negozi aperti, la crescita è stata del 32%.
L’utile netto è stato di 434 milioni di dollari, pari a 3,36 dollari per azione, superiore alle stime degli analisti che si aspettavano 3,27 dollari per azione.
Con questi risultati Lululemon dimostra di essere uno dei pochi marchi di prodotti per consumatori che ha saputo conservare un buon ritmo di crescita nonostante le difficoltà della logistica e i nuovi ostacoli sorti con la variante Omicron2.

Annunciato un buyback da 1 miliardo di dollari.

A spingere il titolo al rialzo concorre anche l’annuncio di un buyback da 1 miliardo di dollari. Quotata al , Lululemon vanta una performance di Borsa dall’inizio del 2022 leggermente migliore dei concorrenti: mentre le azioni della società canadese segnano un calo dell’11%, Nike (NYSE:) e Under Armour accusano ribassi del 15%. Negli ultimi 12 mesi Lululemon è salita dell’8,5%, un risultato migliore di Nike (+4,6%) e di Under Armour (-17%).

12 MESI DI BORSA: LULULEMON, NIKE, UNDER ARMOUR

lululemon quotazione

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Nel 2021 forte ritorno dei consumatori nei negozi fisici.

All’inizio di gennaio Lululemon aveva avvertito gli investitori che i risultati del trimestre sarebbero stati nella parte bassa delle indicazioni fornite dal management, adducendo il problema della carenza di personale nei suoi negozi a causa del diffondersi della seconda variante di Omicron. Inoltre, per ovviare ai tempi lunghissimi delle spedizioni via mare, la società ha deciso di ricorrere sempre più spesso alla spedizione della merce via aereo, con un evidente aumento dei costi.
Nel 2020 le vendite online aveva rappresentato oltre il 50% del totale, ma l’anno scorso c’è stato un ritorno del pubblico nei negozi e le vendite nei luoghi fisici sono salite al 56% del totale. Il gruppo, molto noto in NordAmerica ma poco diffuso in Europa, dispone di 574 negozi in 17 Paesi e progetta di aprirne altri 70 nel corso del 2022.

Annunciato un aumento dei prezzi del 10%.

Il management si aspetta per quest’anno una crescita dei ricavi del 20-22% rispetto ai 6,26 miliardi di dollari realizzati l’anno scorso. L’utile per azione dovrebbe salire a 9,15-9,35 dollari, dai 7,49 dollari dell’esercizio appena chiuso (+23% circa). Il margine operativo (Ebit margin) dovrebbe restare costante fra il 22,2% e il 22,6%.
Il Ceo Calvin McDonald ha annunciato che a partire dal secondo trimestre Lululemon alzerà i prezzi del 10%, facendo comunque attenzione a non danneggiare il posizionamento competitivo del gruppo.
Al prezzo attuale Lululemon capitalizza 43,1 miliardi di dollari, ovvero 37 volte gli utili attesi per l’esercizio in corso e 5,2 volte i ricavi. Questi multipli sono in linea con quelli di Nike, che è scambiata a un P/E 2022 di 37,5 volte e capitalizza 4,6 volte i ricavi.
La media dei target price degli analisti (censiti da MarketScreener) è 417 dollari (+21% sul prezzo attuale). Il 19 novembre scorso il titolo ha segnato un massimo di 473 dollari.


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