Arriva Polestar al Nasdaq e mostra che Nio è sottovalutata

da Giuseppe
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La società svedese di auto elettriche, spin-off di Volvo, sbarcherà venerdì 24 giugno sul listino tech americano. La valutazione di 20 miliardi di dollari corrisponde a oltre 3 volte i ricavi previsti nel 2023. Nio vale solo 2,2 volte

Polestar in Borsa attraverso la fusione con la Spac Gores Guggenheim.

Venerdì 24 giugno inizieranno a essere scambiate al le azioni di Polestar, la società svedese che produce auto elettriche nata dallo spin-off di Volvo. Polestar arriva in Borsa attraverso la fusione con l’americana Gores Guggenheim, una Spac (Special purpose acquisition company) lanciata all’inizio dell’anno scorso dal miliardario americano Alec Gores. L’ultimo passaggio formale è previsto per giovedì 23 giugno e sarà l’approvazione definitiva della business combination da parte dei soci della Spac.
L’operazione, iniziata nel settembre 2021, si conclude sulla base di una valutazione di Polestar di 20 miliardi di dollari, un numero che immediatamente ha fatto correre gli analisti a fare i dovuti confronti con tutte le altre start-up che producono veicoli elettrici quotate in Borsa.
Dalla comparazione emerge che l’americana Lucid è terribilmente sopravvalutata, mentre la cinese Nio, nonostante i recenti forti recuperi del titolo, è ancora nettamente sottovalutata.

Le dimensioni di Polestar.

Polestar ha venduto nel primo trimestre di quest’anno 13.600 auto e prevede di venderne 50.000 nell’intero anno 2022 e 124.000 nel 2023. La società è controllata per il 48% da Volvo, che a sua volta è posseduta per l’84% dalla cinese Geely. Polestar possiede due stabilimenti in Cina, uno a Taizhou, nella provincia dello Zhejiang, e un altro a Chengdu, nello Sichuan.
Vendite in recupero per Nio.
Nio nel 2021 ha venduto 91.429 auto, con una crescita del 109% sull’anno precedente. Nel primo trimestre di quest’anno Nio ha venduto 25.768 veicoli (20.000 nello stesso periodo del 2021). A causa delle restrizioni per Covid in Cina, nei mesi di aprile e maggio Nio ha consegnato soltanto 12.000 auto, ma il Ceo William Bin Li recentemente si è detto fiducioso di potere chiudere il secondo trimestre con un totale di vendite compreso fra 23mila e 25mila vetture, che vorrebbe dire avere venduto a giugno fra 11mila e 13mila auto, una cifra record.
“Se riuscissero a raggiungere un livello simile di vendite – dice l’analista di Morgan Stanley (NYSE:) Tim (BIT:) Hsiao – sarebbe un passo importante per stabilire la fiducia del mercato”. La raccomandazione di Hsiao su Nio è Overweight (sovrappesare in portafoglio) con un target price di 31 dollari, più alto del 39% rispetto all’ultimo prezzo di Nio, segnato mercoledì sera a New York a 22,55 dollari.

Le valutazioni a confronto.

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Il valore assegnato a Polestar nella fusione con Gores Guggenheim, 20 miliardi di dollari, corrisponde a 3,03 volte i ricavi previsti per il 2023. Come si vede dal grafico qui sopra (elaborato da Bloomberg), questo multiplo dice che l’azienda svedese ha spuntato una valutazione superiore a quella che in questo momento il mercato assegna alla maggior parte dei produttori di veicoli elettrici. La cinese Li Auto è valutata con un valore di impresa (Enterprise Value) pari a 2,39 volte i ricavi previsti nel 2023, per Xpeng (NYSE:) il multiplo è 2,38 volte, per Rivian 1,93 volte. Anche l’EV di Nio, pari a 2,24 volte le vendite del 2023, è ben inferiore a quello di Polestar.
Ricordiamo che con il termine EV (Enterprise Value) si intende la capitalizzazione di Borsa meno la posizione finanziaria netta (se positiva), o più l’indebitamento netto.
Valutazioni superiori a Polestar le hanno soltanto Tesla (NASDAQ:) (6,4 volte i ricavi del 2023) e Lucid (7,79 volte).
Per quanto in netto recupero nell’ultimo mese (+41%), le quotazioni di Nio sono ancora in ribasso del 32% dall’inizio dell’anno. Market Screener ha censito 25 analisti che coprono il titolo, e di questi 23 consigliano di comprare le azioni. La media dei target price è 36,7 dollari (upside del 62%).


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