Carnival è ripartita, ma gli analisti sono ancora troppo prudenti

da Giuseppe
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Forte crescita della domanda di crociere nel secondo trimestre, raddoppiata sul trimestre precedente. Flotta operativa al 91%, tasso di occupazione al 69%. Dopo il crollo delle quotazioni (-83% in cinque anni), oggi il titolo è decisamente più conveniente dei competitor

Venerdì a Wall Street il titolo ha fatto un balzo del 12%.

Guerra e inflazione non fermano il desiderio di viaggi e vacanze, settore in forte ripresa in tutto il mondo. Lo testimoniano i conti del secondo trimestre dell’americana Carnival (LON:), primo gruppo al mondo delle crociere, che controlla anche il marchio italiano Costa. Venerdì 24 giugno la società con sede a Miami ha annunciato che il trimestre marzo-maggio (contabilmente per Carnival il secondo trimestre) si è chiuso con ricavi per 2,4 miliardi di dollari, in crescita del 50% sul primo trimestre. L’occupazione delle navi è salita al 69% dal 54% del trimestre precedente. Brillante la risposta di Wall Street, dove venerdì Carnival ha chiuso in rialzo del 12% a 10,85 dollari.
“È incoraggiante vedere la continua forza della domanda, con i nostri ospiti che superano protocolli sanitari molto più restrittivi rispetto a tutti gli altri tipi di viaggi. Abbiamo registrato quasi il raddoppio dei volumi di prenotazione rispetto allo scorso trimestre, con prenotazioni a breve termine che superano addirittura quelle del 2019”, ha dichiarato Arnold Donald, il Ceo che il primo agosto lascerà la guida della società all’attuale direttore generale (Chief Operating Officer) Josh Weinstein.

In cassa 5,1 miliardi di acconti per future crociere.

Grazie al boom delle prenotazioni, alla fine di maggio Carnival aveva in cassa 5,1 miliardi di dollari di acconti versati dai clienti, 1,4 miliardi in più rispetto a fine febbraio.
Attualmente, dei nove brand che fanno capo al gruppo Carnival, cinque sono tornati a essere operativi al 100% e nel complesso la flotta del gruppo è operativa al 91%.
Il Ceo Arnold Donald ha dichiarato che una parte dell’aumento delle prenotazioni proviene da persone che hanno rimandato le decisioni durante l’impennata del Covid all’inizio dell’anno, e una parte riflette una domanda repressa dopo più di due anni di pandemia. “Le persone si stanno abituando a convivere con questo virus. Sono ansiosi di viaggiare”, ha dichiarato Donald in un’intervista. “Siamo ben posizionati perché la gente va ancora in vacanza e noi siamo molto più convenienti di una vacanza a terra”.

Dall’inizio della pandemia accumulate perdite per 23,4 miliardi di dollari.

Il secondo trimestre si è chiuso con una perdita di 1,83 miliardi di dollari. Dall’inizio della pandemia Carnival, che oggi capitalizza 12 miliardi di dollari, ha accumulato perdite complessive per 23,4 miliardi di dollari.
Alla fine del 2019 la società capitalizzava 31,4 miliardi di dollari e chiudeva il bilancio con profitti per 2,99 miliardi. Quando tornerà Carnival all’utile? Il Ceo Donald ha detto che per quanto l’Ebitda andrà migliorando nei prossimi mesi, il terzo trimestre sarà ancora in rosso. Gli analisti si aspettano il primo utile trimestrale fra un anno esatto, alla fine del secondo trimestre 2023. L’intero 2023 dovrebbe vedere i ricavi raggiungere quota 22,2 miliardi, superando il livello del 2019 (20,8 miliardi), e come risultato finale un utile di 1,5 miliardi di dollari.

La società vale solo 1,8 volte i ricavi 2023, Hilton 4,1 volte.

Nonostante il debito, salito in tre anni da 10,9 miliardi a 30 miliardi di dollari, i buoni risultati e i dati sulla domanda in crescita dovrebbero convincere gli investitori sulle potenzialità di recupero del titolo Carnival: in un anno l’azione è scesa del 58% e dell’83% negli ultimi cinque anni. Oggi Carnival tratta decisamente a sconto rispetto ai concorrenti: l’Enterprise Value (EV), ovvero il valore d’impresa, grandezza che tiene conto del debito, è pari a solo 1,8 volte i ricavi previsti nel 2023, contro le 2,4 volte della concorrente Royal Caribbean, le 2,4 volte della catena alberghiera Marriott e le 4,1 volte di Hilton.
Su 23 analisti censiti da MarketScreener, la maggioranza (11) ha una posizione prudente con raccomandazione Neutral, sette consigliano di comprare e cinque consigliano di vendere. La media dei target price è comunque molto più alta delle quotazioni attuali, a 20,4 dollari, il che significa una previsione media di apprezzamento delll’87% nei prossimi 12 mesi.


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