nasce il consorzio di ricerca dei Costruttori giapponesi

da Giuseppe
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In Giappone è nato un consorzio di ricerca sui biocarburanti grazie all’iniziativa dei costruttori locali in cerca di un’alternativa all’elettrico

Il mercato delle quattro ruote, specialmente in Europa, punta sempre di più sulle auto elettriche ma i sostenitori dei biocarburanti come soluzione alternativa all’elettrificazione continuano a crescere. Mentre l’Europa si prepara allo stop alla vendita di benzina e diesel dal 2035, infatti, i biocarburanti rappresentano un tema di grande attualità in altri territori. È il caso del Giappone. Nel Paese del Sol Levante, infatti, è appena nato un consorzio composto dai principali costruttori nipponici che punta a sostenere la diffusione dei biocarburanti come alternativa meno inquinante e più sostenibile (almeno dal punto di vista economico) rispetto alla completa elettrificazione del settore auto. Il nuovo consorzio si è fissato diversi obiettivi a partire dalla definizione di processi ottimizzati per la produzione di biocarburanti.


LE PRINCIPALI AZIENDE GIAPPONESI DEL SETTORE AUTOMOTIVE DANNO VITA AD UN CONSORZIO DI RICERCA PER I BIOCARBURANTI

Questo mese è nato ufficialmente il nuovo consorzio di ricerca sui biocarburanti. Il progetto ha assunto la denominazione Research Association of Biomass Innovation for Next Generation Automobile Fuels. Il consorzio comprende alcuni dei principali player dell’industria automotive nipponica. Fanno parte del consorzio di ricerca per i biocarburanti, infatti, Toyota Motor Corporation, primo costruttore al mondo per volumi di vendita, Toyota Tsusho, divisione commerciale del gruppo nipponico, Subaru Corporation, Daihatsu Motor Co. Ltd e Suzuki Motor Corporation. Il consorzio di ricerca sui biocarburanti comprende anche ENOS, divisione dedicata alla distribuzione di prodotti derivati dal petrolio di Nippon Oil Corporation, colosso del settore petrolchimico giapponese. Nel consorzio sono incluse, quindi, diverse anime dell’industria nipponica partendo dalla produzione di auto (e di moto e altri veicoli con Suzuki) e fino ad arrivare alla produzione di carburanti e, in ottica futura, di biocarburanti.

GLI OBIETTIVI DEL CONSORZIO NIPPONICO: OTTIMIZZARE LA PRODUZIONE DI BIOCARBURANTI E RENDERLI UN’ALTERNATIVA ALLE AUTO ELETTRICHE

Il nuovo consorzio di ricerca sui biocarburanti si prefissa diversi obiettivi. Le realtà coinvolte nel progetto si preparano, infatti, ad avviare una serie di attività parallele per la ricerca sui biocarburanti. Tali attività seguiranno varie linee di sviluppo con l’obiettivo di registrare una sostanziale crescita per il settore che, nel corso dei prossimi anni, sarà chiamato a diventare un’alternativa concreta al trend di elettrificazione del mondo automotive. Tra gli obiettivi del consorzio di ricerca sui biocarburanti troviamo:

– lo sviluppo di sistemi sempre più efficienti per la produzione di bioetanolo da dedicare ai mezzi di trasporto

– il riutilizzo di sottoprodotti della produzione di idrogeno, come l’ossigeno, e del bioetanolo, come la CO2, per rendere sostenibili (anche economicamente) l’utilizzo di queste materie prime nel settore dei trasporti

– lo svolgimento di attività di ricerca legate all’utilizzo efficiente del bioetanolo nei veicoli

– l’individuazione di sistemi efficienti e sostenibili per la coltivazione delle materie prime necessarie allo sviluppo di biocarburanti

Si tratta, quindi, di una serie di target molto “tecnici” che mirano a gettare le basi per lo sviluppo di un intero settore, quello dei biocarburanti, che nel corso del prossimo futuro potrebbe diventare un importantissimo riferimento per il settore dei trasporti. Per contribuire alla diffusione dei biocarburanti, in ogni caso, è necessario che tutti gli elementi che vanno dalla produzione all’utilizzo vengano realizzati con il massimo dell’efficienza. Oltre ai fondamentali aspetti ambientali, infatti, la sostenibilità economica rappresenta un elemento cardine per la diffusione dei biocarburanti.

DALLA PROGETTAZIONE ALLA PRODUZIONE: IL CONSORZIO SUI BIOCARBURANTI DOVRÀ AFFRONTARE NUMEROSE SFIDE

Raggiungere tutti gli obiettivi non sarà facile. Il consorzio di ricerca sui biocarburanti, infatti, sarà chiamato a completare numerosi progetti. Sarà compito del consorzio, infatti, definire tutti gli elementi che vanno dalla progettazione degli impianti alla loro installazione. Le attività di ricerca dovranno definire delle linee guida sostenibili (sia dal punto di vista ambientale che economico) per la gestione degli impianti di produzione di bioetanolo e per il reperimento delle materie prime. Si tratta, quindi, di un’attività di ricerca a 360 gradi. Tale attività, inoltre, dovrà dare i suoi primi frutti in tempi rapidi. Il settore auto ha già avviato la transizione verso l’elettrico. Difficilmente, quindi, tale processo si fermerà per “aspettare” i risultati delle ricerche sui biocarburanti.

BIOCARBURANTI: IL SETTORE INTERESSA ANCHE ALTRI COSTRUTTORI DEL SETTORE AUTOMOTIVE

Lo sviluppo di soluzioni sostenibili legate ai biocarburanti non interessa al solo consorzio di ricerca dei costruttori nipponici. Il tema è estremamente attuale. Diverse aziende seguono con attenzione il settore e le sue potenzialità. Alcuni player del mondo automotive hanno già avviato degli investimenti. È il caso di Porsche che ha iniziato la produzione di benzina sintetica in grado di emettere molta meno CO2 rispetto a quella “tradizionale”. In Europa, intanto, diverse forze politiche hanno individuato i biocarburanti come un’alternativa concreta allo stop alla vendita di auto benzina e diesel. Sulla questione, anche il Governo italiano si è espresso in tal senso. Una tendenza simile viene registrata anche negli USA dove diversi Senatori hanno chiesto all’EPA, l’agenzia per la protezione ambientale americana, di incrementare i fondi per la ricerca sui biocarburanti nel prossimo futuro.


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