servono più di 300 nuove miniere per le batterie

da Giuseppe
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Per soddisfare la domanda di batterie per auto elettriche sarà necessario costruire oltre 300 nuove miniere entro il 2035 su scala globale

12 settembre 2022 – 19:00

Il mercato delle quattro ruote sta puntando sempre di più sulle auto elettriche. Le vetture a zero emissioni allo scarico sono destinate a diventare il punto di riferimento del mercato nel corso dei prossimi anni. L’Europa guida il programma di elettrificazione con l’obiettivo di arrivare allo stop alla vendita di benzina e diesel già nel 2035 in UE, in anticipo rispetto a tutti gli altri mercati globali. Per rendere sostenibile la diffusione di auto elettriche è, però, necessario incrementare la produzione di batterie. Con le tecnologie attuali, non si tratta di un obiettivo semplice. Questi componenti, infatti, richiedono diverse materie prime “pregiate”. Un report di Benchmark Minerals conferma le difficoltà da affrontare e superare per raggiungere gli obiettivi di elettrificazione. Per soddisfare la domanda di auto elettriche nel 2035, infatti, servirà attivare oltre 300 miniere per ottenere le materie prime necessarie.


IL “PROBLEMA” DELLE MATERIE PRIME PER LA DIFFUSIONE DELLE AUTO ELETTRICHE

A frenare gli obiettivi di elettrificazione del settore auto potrebbe non essere (solo) il prezzo di vendita, ancora molto maggiore rispetto alle auto ICE. L’intero settore automotive, infatti, deve affrontare la sfida rappresentata dagli approvvigionamenti di materie prime per le batterie delle auto elettriche. La crescita della produzione globale di auto a zero emissioni, infatti, comporta la necessità di poter contare su un numero nettamente maggiore di batterie che, probabilmente, dovranno diventare sempre più capienti. In sostanza, materie prime con il litio, il nichel e il cobalto diventeranno sempre più preziose. Recuperare queste materie non è semplice. I minerali alla base delle batterie per auto elettriche devono essere estratti da miniere specifiche. Fino ad oggi, la domanda per questi minerali non è mai stata tanto elevata da giustificare uno sfruttamento intensivo di tutti i giacimenti noti. Per raggiungere gli obiettivi futuri, invece, servirà premere sull’acceleratore.

I DATI DI BENCHMARK MINERALS CONFERMANO LA NECESSITA’ DI NUOVE MINIERE PER LE MATERIE PRIME DELLE AUTO ELETTRICHE

Il recente report di Benchmark Minerals fotografa al meglio la questione, andando ad identificare uno dei principali ostacoli per la diffusione delle auto elettriche. Secondo i dati raccolti dallo studio, serviranno almeno 384 nuove miniere di grafite, litio, nichel e cobalto per soddisfare la domanda futura di batterie per auto elettriche. In particolare, lo studio fissa come orizzonte temporale il 2035. In circa 13 anni, quindi, le miniere per estrarre materie prime per le auto elettriche dovranno aumentare in modo rapido, su scala globale. Secondo gli autori dello studio, in particolare dopo il 2030 sarà necessaria una decisa accelerazione. Tra 10 anni, infatti, la domanda di batterie agli ioni litio crescerà di almeno 6 volte. La grafica qui di sotto riassume i risultati dello studio.

IL RICICLO DELLE MATERIE PRIME DELLE BATTERIE PER AUTO ELETTRICHE NON È UNA SOLUZIONE DEFINITIVA

Diverse case costruttrici stanno, già da tempo, avviando progetti per il riciclo delle batterie di auto elettriche, con l’obiettivo di recuperare materie prime e sfruttare le batterie esauste per altri scopi. Si tratta di progetti dall’elevato tasso di sostenibilità ambientale ma che non possono fare miracoli in termini di incremento delle materie prime per le auto elettriche. Secondo l’indagine di Benchmark Minerals, infatti, incrementando il riciclo di materie prime è possibile ridurre a 336 il numero di nuove miniere necessarie per soddisfare la domanda di batterie per auto elettriche nel 2035. Il riciclo, stando agli autori dello studio, può essere una soluzione per alcune materie (come il cobalto) ma non risolverà i problemi con altre (come la grafite).

LE MATERIE PRIME PIU’ IMPORTANTI PER IL FUTURO DELLE AUTO ELETTRICHE

Soddisfare la domanda di batterie per auto elettriche non sarà facile. Come evidenziato da Benchmark Minerals, infatti, serviranno tante nuove miniere in futuro. Per alcune materie prime, inoltre, gli investimenti dovranno essere davvero molto elevati. Lo studio mette in evidenza alcuni punti chiave per il futuro del settore:

– serviranno circa 97 nuove miniere di grafite lamellare naturale ed attualmente ne sono disponibili poco più di 70

– saranno necessari 54 impianti di grafite sintetica (normalmente miscelata con quella naturale per la realizzazione degli anodi delle batterie agli ioni di litio)

– sarà necessario avviare 74 nuove miniere di litio con una capacità di 45 mila tonnellate annue entro il 2035; sfruttando il riciclo in modo ottimale, è possibile ridurre il numero di nuove miniere fino a 59 andando così a raddoppiare il numero di miniere attive su scala globale

– per il nichel serviranno 72 nuove miniere con una capacità media di 42.500 tonnellate per soddisfare la domanda

– per sostenere la domanda di cobalto serviranno 62 nuove miniere che potranno ridursi a 38 sfruttando al meglio il riciclo delle materie prime

Si tratta, è evidente, di numeri significativi. Il settore auto ha pochi anni per trasformare le filiere di approvvigionamento per raggiungere gli obiettivi. Soddisfare la crescente domanda di materie prime non sarà facile. Puntare sul riciclo delle materie prime potrà dare una mano ma non elimina i problemi del settore.  Anche i prezzi giocheranno un ruolo di primo piano per la diffusione delle auto elettriche. Il recente aumento dei prezzi del nichel ed il suo impatto sul settore auto è una conferma di come il costo delle materie prime sia un fattore da tenere in grande considerazione per il futuro.


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